Nella pittura ad olio, i colori non vengono mai usati da soli: hanno sempre bisogno di medium e ausiliari che ne modificano la consistenza, i tempi di asciugatura, la fluidità e la finitura finale. Tra questi ausiliari, gli oli occupano un posto fondamentale: sono il legante naturale dei colori ad olio e la loro scelta influisce profondamente sul risultato pittorico. Olio di lino, olio di noce, olio di cartamo, olio di papavero: ognuno ha caratteristiche specifiche che lo rendono più o meno adatto a determinate tecniche e situazioni. In questa guida le analizziamo tutte nel dettaglio.
Prima di entrare nelle specifiche di ciascun olio, è utile capire il ruolo che svolgono. I colori ad olio già contengono olio nella loro formula di base, ma l'artista può aggiungere ulteriori oli per modificarne il comportamento sulla tela.
Aggiungere olio a un colore serve principalmente a: aumentare la fluidità del colore per stesure più liquide e velature; rallentare o accelerare l'asciugatura a seconda del tipo di olio; aumentare la lucentezza del film pittorico; migliorare la trasparenza del colore per le tecniche di velatura. La quantità di olio aggiunta deve essere sempre moderata, seguendo la regola fondamentale del grasso su magro: i primi strati del dipinto devono contenere meno olio (più magri), e ogni strato successivo può contenerne di più (più grasso). Invertire questo principio porta alla formazione di crepe nel film pittorico nel tempo.
L'olio di lino è il legante originale della pittura ad olio e l'ausiliare più usato dagli artisti di ogni epoca, da Jan van Eyck fino ai pittori contemporanei. Viene estratto per spremitura a freddo dai semi della pianta del lino e ha caratteristiche tecniche ben precise.
Asciugatura: Relativamente rapida tra gli oli artistici, ma comunque lenta rispetto ad altri medium. Il film di olio di lino polimerizza per ossidazione e si consolida in pochi giorni per strati sottili.
Finitura: Molto lucida, quasi vetrosa. L'olio di lino produce un film pittorico duro, resistente e molto duraturo nel tempo. È per questo che è il legante usato nei colori ad olio di alta qualità, come quelli della gamma Old Holland.
Ingiallimento: È il principale svantaggio dell'olio di lino: tende a ingiallire nel tempo, specialmente nei toni chiari e nei bianchi. Questo è un fenomeno ben noto nella storia dell'arte (molti dipinti fiamminghi mostrano ingiallimento nei bianchi e nelle zone chiare). Per questo motivo, per i colori chiari e per il bianco si preferisce spesso l'olio di cartamo o di papavero, meno soggetti a ingiallimento.
Conservazione: L'olio di lino irrancidisce facilmente se esposto all'aria. Va conservato in bottiglie ben chiuse, al riparo dalla luce diretta.
Usi consigliati: Colori scuri, toni caldi, velature, strati finali lucidi. Ideale per chi cerca un film pittorico solido e resistente.
L'olio di noce era molto usato dai maestri rinascimentali, in particolare da Leonardo da Vinci, che lo apprezzava per le sue qualità particolari. Viene estratto per spremitura a freddo dalle noci.
Asciugatura: Più lenta dell'olio di lino, il che significa maggiore tempo di lavorabilità sulla tela. Questa caratteristica era apprezzata da Leonardo per la tecnica dello sfumato, che richiedeva lunghi tempi di blending.
Finitura: Produttore di un film pittorico morbido e leggermente meno lucido del lino. Il colore tende ad essere un po' più caldo rispetto all'olio di lino.
Ingiallimento: Ingiallisce molto meno dell'olio di lino, rendendolo preferibile per i colori chiari, i bianchi e le tinte fredde.
Conservazione: Tendenza all'irrancidimento: deve essere conservato con cura, al fresco e al riparo dalla luce.
Usi consigliati: Colori chiari e bianchi, sfumature delicate, lavori che richiedono tempi di lavorabilità lunghi.
L'olio di cartamo viene estratto dai semi della pianta Carthamus tinctorius. È uno degli oli con le migliori caratteristiche di ingiallimento e viene usato da molti produttori di colori ad olio di alta qualità, come Royal Talens per i colori bianchi della linea Rembrandt e Cobra.
Asciugatura: Più lenta dell'olio di lino. Richiede più tempo per solidificarsi, il che dà maggiore tempo di lavorabilità.
Finitura: Satinata, leggermente meno lucida dell'olio di lino. Il film pittorico è più morbido e flessibile.
Ingiallimento: Minimo. L'olio di cartamo è considerato uno dei leganti con la minore tendenza all'ingiallimento tra tutti gli oli artistici, rendendolo la scelta ideale per il Bianco di Titanio e per tutti i colori freddi e chiari.
Usi consigliati: Colori bianchi, azzurri, lilla, gialli chiari e tutti i colori freddi che si vuole mantenere luminosi nel tempo. Perfetto per i ritocchi finali e le velature chiare.
L'olio di papavero viene estratto dai semi del papavero ed era molto usato nel XVIII e XIX secolo, in particolare dai pittori impressionisti per la sua leggerezza e la sua trasparenza.
Asciugatura: La più lenta tra tutti gli oli comunemente usati nella pittura ad olio. Questa lentezza garantisce una lavorabilità eccezionale, ma richiede attenzione per non usarlo negli strati profondi del dipinto (rischio di crepe).
Finitura: Molto luminosa e trasparente. L'olio di papavero produce velature di straordinaria leggerezza e brillantezza.
Ingiallimento: Minore rispetto all'olio di lino, simile all'olio di cartamo. Si comporta bene con i colori chiari.
Usi consigliati: Velature leggere e trasparenti, strati superficiali, colori chiari. Non usare nei primi strati del dipinto per evitare problemi di asciugatura.
Attenzione: A causa della sua lentissima essiccazione, l'olio di papavero non dovrebbe mai essere usato nei primi strati di un dipinto, ma solo in quelli superficiali, in osservanza alla regola del grasso su magro.
L'olio di lino cotto, detto anche olio siccativo, è olio di lino trattato con il calore o con aggiunta di siccativi metallici. Ha caratteristiche molto diverse dall'olio di lino crudo.
Asciugatura: Molto rapida, la più veloce tra tutti gli oli artistici. Può ridurre significativamente i tempi di asciugatura del colore.
Finitura: Molto scura e lucida. Attenzione: l'olio di lino cotto tende ad essere già di colore giallo-marrone, quindi scurisce notevolmente il colore con cui viene mescolato.
Usi consigliati: Strati profondi, campiture scure, lavori che richiedono asciugatura rapida. Non adatto per colori chiari.
Qualunque olio si scelga di usare, è fondamentale rispettare la regola del grasso su magro, il principio base della pittura ad olio per garantire la durata del dipinto nel tempo. Ogni strato deve contenere una percentuale di olio uguale o maggiore rispetto allo strato precedente. Se si inverte questa logica — usando più olio nelle prime stesure e meno nelle successive — lo strato sottostante, più grasso e più elastico, cercherà di muoversi mentre si ritira, mentre quello sopra, più rigido, sarà costretto a seguirlo: risultato inevitabile, la formazione di crepe nel film pittorico nel corso degli anni.
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