L'acquerello è una delle tecniche pittoriche più affascinanti e al tempo stesso più impegnative. La sua bellezza sta nella luminosità trasparente, nella leggerezza delle velature e in quell'effetto di luce che sembra provenire dall'interno del dipinto. Ma questa stessa delicatezza lo rende anche più difficile da padroneggiare rispetto ad altri medium: non si possono coprire gli errori con uno strato di bianco, il colore si comporta diversamente a seconda dell'umidità della carta e i tempi di asciugatura condizionano ogni scelta. In questa guida raccogliamo i consigli pratici più utili per avvicinarsi all'acquerello nel modo giusto, evitare le trappole più comuni e cominciare a ottenere risultati soddisfacenti.
Nell'acquerello più che in qualsiasi altro medium, la qualità dei materiali determina la qualità del risultato. Questo non significa spendere una fortuna fin dall'inizio, ma significa evitare i materiali più economici che rendono l'apprendimento più difficile del necessario.
Carta: È l'investimento più importante. La carta sbagliata rovina qualsiasi lavoro. Usare carta specifica per acquerello di almeno 300 g/m², preferibilmente in cotone o misto cotone-cellulosa. La Fabriano Artistico, la Canson Heritage, l'Arches o la Canson Montval sono ottimi punti di partenza. La carta comune si deforma, assorbe il colore in modo irregolare e non permette correzioni.
Colori: Gli acquerelli per studenti contengono meno pigmento e più cariche inerti. Passare ai colori di qualità artistica, come Van Gogh di Royal Talens, Maimeri Blu o White Nights, permette di lavorare con meno colore ottenendo risultati più brillanti e luminosi.
Pennelli: Morbidi, con buona capacità di ritenzione dell'acqua e punta che si riforma bene. I pennelli in pelo Kolinsky o in fibra sintetica di qualità come Mangusta e HIDRO di Borciani e Bonazzi sono ideali. Un pennello tondo medio (n.8 o n.10) e uno piccolo (n.3 o n.4) coprono la maggior parte delle esigenze iniziali.
Una delle tecniche fondamentali nell'acquerello è la tensionatura della carta: bagnare il foglio prima di dipingere per prevenire le deformazioni. La carta per acquerello, se bagnata durante la pittura senza essere pre-tensionata, si incurva e forma dossi e avvallamenti che impediscono al colore di scorrere uniformemente.
Per tensionare la carta, bagnarla completamente con acqua pulita, fissarla su una tavola di legno con nastro da pittore o con graffette e lasciarla asciugare tesa. In alternativa, usare blocchi di carta acquerello collati su quattro lati: il foglio rimane teso durante il lavoro e viene staccato solo al termine. I blocchi Fabriano, Canson e Arches collati 4 lati sono molto pratici proprio per questo motivo.
Nell'acquerello la quantità d'acqua che si aggiunge al colore determina quasi tutto: la trasparenza, l'intensità cromatica, la velocità di asciugatura e il comportamento del colore sulla carta.
Molto colore, poca acqua: Colore intenso, quasi coprente, con stesura densa. Adatto per i dettagli scuri e le zone di massima intensità.
Poco colore, molta acqua: Velatura leggera e trasparente. Adatta per i fondali, le ombre delicate e le zone di massima luminosità.
Una cosa fondamentale da ricordare: nell'acquerello non si usa il bianco per schiarire i toni. La luce viene dalla carta stessa: le zone più chiare si ottengono usando più acqua e meno colore, o lasciando la carta scoperta per le luci più intense. Imparare a dosare l'acqua è la competenza centrale dell'acquerellista.
La regola fondamentale dell'acquerello è quella che più artisti violano inconsapevolmente all'inizio: si lavora sempre dai toni più chiari verso quelli più scuri, e non viceversa. È il principio opposto rispetto a quasi tutti gli altri medium pittorici.
Questo dipende dal fatto che nell'acquerello i colori chiari non coprono quelli scuri: aggiungere un giallo chiaro su un blu scuro non produce un tono intermedio come avverrebbe con la gouache o l'acrilico, ma scompare quasi completamente. È quindi essenziale pianificare preventivamente dove si vuole mantenere le zone chiare e iniziare la pittura da quelle, proteggendole con la cura necessaria man mano che si aggiungono i toni più scuri.
Tutta la tecnica dell'acquerello si basa sull'uso combinato di due approcci fondamentali, che producono effetti visivamente molto diversi.
Bagnato su asciutto (wet on dry): Si applica il colore su carta asciutta. Il risultato è un tratto definito, con bordi nitidi e controllabili. È la tecnica di base per i dettagli, i contorni e le zone che richiedono precisione. Permette il massimo controllo.
Bagnato su bagnato (wet on wet): Si applica il colore su carta già bagnata o su colore ancora fresco. Il risultato è una diffusione spontanea e morbida del colore, con bordi sfumati e transizioni fluide. È la tecnica ideale per i fondali atmosferici, i cieli, i riflessi sull'acqua e tutte le zone che devono avere un aspetto nebuloso e indistinto. Richiede pratica per imparare a controllare la quantità d'acqua sulla carta e i tempi di applicazione.
La maggior parte dei dipinti ad acquerello utilizza entrambe le tecniche in modo complementare: il bagnato su bagnato per i fondali e le zone ampie, il bagnato su asciutto per i dettagli e i piani ravvicinati.
L'acquerello si costruisce per velature sovrapposte: strati sottili e trasparenti di colore, uno sull'altro, ognuno dei quali aggiunge profondità e intensità cromatica senza coprire i precedenti. È un processo lento ma molto soddisfacente.
La regola fondamentale: aspettare sempre che ogni strato sia completamente asciutto prima di applicare il successivo. Sovrapporre colori su carta ancora umida crea mescolanze incontrollate. Usare un phon a bassa temperatura può accelerare notevolmente i tempi di asciugatura tra uno strato e l'altro.
La costruzione per velature successive permette di ottenere risultati cromatici ricchi e complessi, con una profondità visiva che le stesure a colpo unico non possono offrire.
I contrasti cromatici sono uno degli strumenti più potenti a disposizione dell'acquerellista. Mettere a confronto colori complementari (blu e arancione, rosso e verde, giallo e viola) crea vibrazioni visive che rendono l'opera più energica e interessante. Gestire la temperatura del colore — alternando toni caldi e freddi nelle diverse zone del dipinto — crea profondità spaziale e tridimensionalità anche su una superficie bidimensionale.
Un altro contrasto fondamentale nell'acquerello è quello tra le zone molto bagnate, con bordi sfumati e diffusi, e le zone a bagnato su asciutto, con bordi netti e definiti. Saper alternare queste due qualità pittoriche dà all'opera dinamismo e interesse visivo.
Preparare la tavolozza con cura prima di iniziare a dipingere è un'abitudine che fa risparmiare tempo e migliora la qualità del lavoro. Disporre i colori in modo logico (per tonalità o per temperatura), lasciare abbondante spazio per la mescolanza al centro e assicurarsi di avere sempre acqua pulita a portata di mano (meglio due contenitori: uno per pulire i pennelli e uno per diluire i colori).
Molti acquerellisti professionisti usano due diverse qualità di acqua nella tavolozza: l'acqua "sporca" accumulata durante il lavoro diventa essa stessa un colore neutro prezioso per le ombre e i fondali.
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