Quando si sceglie un colore per belle arti — che sia acrilico, ad olio, acquerello o tempera — ci si trova spesso di fronte a una differenza di prezzo considerevole tra un prodotto e l'altro della stessa categoria. Perché un colore ad olio di qualità artistica costa tre o quattro volte più di uno per studenti? Cosa rende un colore “professionale”? La risposta non è mai casuale: dietro ogni differenza di prezzo c'è una differenza tecnica precisa e misurabile. Conoscere i parametri di qualità di un colore permette di fare scelte più consapevoli e di capire cosa si sta comprando davvero.
La resistenza alla luce (o lightfastness) è il parametro di qualità più importante di qualsiasi colore per belle arti. Indica la capacità di un pigmento di mantenere la propria tonalità nel tempo senza sbiadire o alterarsi con l'esposizione alla luce naturale e artificiale. Un colore bellissimo che sbiadisce dopo pochi anni di esposizione non ha nessun valore per chi crea opere destinate a durare.
Non esiste uno standard unico e universale di comunicazione al cliente finale, il che crea spesso confusione. Il sistema più diffuso nell'industria dei colori artistici è la classificazione ASTM (American Society for Testing Material), che divide i pigmenti in cinque classi di resistenza alla luce. Solo le prime due classi sono considerate adeguate per i colori per belle arti:
Classe I (Eccellente): Resistenza alla luce massima. Il pigmento mantiene la propria tonalità per almeno 100 anni in condizioni di esposizione normale. È la classe richiesta per tutte le opere destinate alla conservazione, alla vendita e all'esposizione museale.
Classe II (Molto buona): Resistenza alla luce elevata. Il pigmento si mantiene per decenni in condizioni di esposizione normale. Accettabile per colori di qualità artistica.
Classi III, IV, V: Resistenza insufficiente per opere d'arte. I pigmenti di queste classi sbiadiscono in tempi relativamente brevi e non dovrebbero essere usati in opere destinate alla durabilità.
L'industria Maimeri utilizza esclusivamente le prime due classi ASTM per i propri colori per belle arti, e adotta una simbologia interna di tre stelle per comunicare il grado di resistenza alla luce: *** massimo, ** medio, * scarso. Questo sistema di classificazione semplificato permette di valutare rapidamente la qualità di ogni singolo colore nella gamma.
I pigmenti non sono tutti uguali: alcuni sono ottenuti da materiali di origine chimica sintetica, altri da metalli preziosi o da materiali naturali di origine minerale. La presenza di pigmenti tradizionali e preziosi è uno dei fattori che distingue le gamme di alta qualità da quelle per studenti.
Pigmenti al cadmio: I gialli, gli arancioni e i rossi di cadmio sono tra i pigmenti più luminosi, stabili e resistenti alla luce disponibili nella pittura artistica. Sono ottenuti da un metallo pesante (il cadmio) e il loro costo di produzione è elevato. Per questo motivo compaiono solo nelle gamme extrafini, solitamente nelle serie con il prezzo più alto. I “toni cadmio” presenti nelle gamme economiche sono imitazioni ottenute con pigmenti sintetici meno costosi e generalmente meno resistenti.
Pigmenti al cobalto: I blu, i verdi e i viola di cobalto sono anch'essi pigmenti ottenuti da un metallo prezioso, con caratteristiche cromatiche uniche che non possono essere replicate da pigmenti sintetici. Il blu cobalto autentico ha una qualità visiva e una profondità che lo rende insostituibile per chi cerca massima qualità.
Terre e ocre naturali: Le terre naturali — terra di Siena naturale, terra di Siena bruciata, terra d'ombra naturale, terra d'ombra bruciata, ocra gialla, ocra rossa — sono pigmenti di origine minerale estratti dal terreno. Sono pigmenti tra i più antichi usati dall'uomo (presenti nelle pitture rupestri preistoriche) e tra i più resistenti alla luce conosciuti. Sono oggi sempre più rari nelle formulazioni di alta qualità, spesso sostituiti da versioni sintetiche più economiche. Le terre naturali hanno una qualità cromatica morbida e calda che le versioni sintetiche non riescono a replicare perfettamente.
Un parametro tecnico fondamentale che viene raramente comunicato chiaramente al consumatore è il numero di pigmenti presenti nella formulazione di un colore.
I colori prodotti con un singolo pigmento puro sono considerati di qualità superiore per diverse ragioni: sono più stabili nel tempo (ogni pigmento ha la propria velocità di sbiadimento; miscelarne più di uno crea il rischio che uno sbiadisca prima degli altri, alterando la tonalità); garantiscono mescolanze più pulite e prevedibili (un colore a pigmento singolo misto ad un altro colore a pigmento singolo produce un secondario più luminoso di quanto farebbero due miscele); e permettono di conoscere esattamente con quali pigmenti si sta lavorando.
Ogni produttore di qualità riporta il codice del pigmento (secondo il sistema Colour Index International, es. PB29 per il Blu Oltremare) sull'etichetta del prodotto. Controllare questo codice è il modo più rapido per valutare la qualità di un colore: se compare un solo codice pigmento, il colore è puro; se compaiono due o più codici, è una miscela.
La qualità di un colore dipende anche dalla finezza della macinazione del pigmento. Il processo di macinazione riduce le particelle di pigmento a dimensioni sempre più piccole, e questo influisce direttamente sulla resa cromatica del colore.
Un pigmento macinato finemente ha una superficie specifica maggiore, ovvero più particelle per unità di volume, il che significa più superficie disponibile a riflettere la luce e quindi maggiore intensità cromatica con la stessa quantità di pigmento. In pratica: più fine è la macinazione, più è alta la resa e il potere colorante del pigmento, e meno colore è necessario per ottenere un effetto pieno.
L'industria Maimeri macina i propri pigmenti a 5/10 micron, una granulometria estremamente fine che garantisce una resa cromatica di alto livello e una miscelazione omogenea e prevedibile.
La viscosità di un colore indica la sua densità e consistenza. Un colore ad alta viscosità è denso, cremoso, si presta alle tecniche a spessore e all'impasto; un colore a bassa viscosità è più fluido e si stende più facilmente in strati sottili. L'elevata viscosità garantisce una grande flessibilità nell'uso, poiché il colore può essere diluito con acqua o medium specifici per adattarlo a qualsiasi tecnica pittorica, da quella più fluida alla più impastosa.
La concentrazione di pigmento è strettamente correlata alla viscosità: un colore con alta concentrazione di pigmento ha maggiore potere colorante, offre più sfumature possibili per diluizione e garantisce risultati cromatici più ricchi e stabili nel tempo.
L'industria Maimeri utilizza concentrazioni di pigmento molto elevate nelle proprie gamme di qualità artistica: fino al 15% per i pigmenti organici (quelli più leggeri e trasparenti, come i gialli e i rossi organici) e fino al 70% per i pigmenti inorganici (come le terre, i bianchi e i neri). Queste concentrazioni elevate si traducono direttamente in una resa cromatica superiore, una maggiore durata del colore nel tempo e la possibilità di ottenere una gamma molto ampia di tonalità e sottotoni dalla stessa singola tinta.
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